Guccini Francesco, da Modena

Se ne vanno tutti, prima o poi. Ma per chi ci ha accompagnato per tutta una vita con le sue parole, le sue note, la sua voce così particolare — la erre moscia, lo strascico emiliano , quell'andarsene peserà sempre un po' di più.
Ci ricorda quanto abbiamo lasciato alle spalle e il breve cammino che ci resta davanti.

Guccini, Francesco, il Maestrone: nato a Modena, vissuto in ogni angolo d'Italia, ha scelto infine di restituire tutto al suo Appennino. Ha raggiunto Thule, per la sua ultima volta.

Ogni suo brano è stato un passo, un timbro, una tessera del puzzle della mia vita.
Sono bambina con Auschwitz, che mi raccontavano i miei genitori e che avrei ritrovato in tanti libri; sono bambina ancora con Dio è morto. Morto in quelle strade che non portano mai a niente. Lui e Augusto.
La Locomotiva, L'Avvelenata, Eskimo: la colonna sonora della mia protesta, della presa di coscienza civile e politica.

È stata Canzone per un'amica quella che ho ascoltato all'infinito con Angelo, il mio fratello di vita, andato via troppo presto. L'avevamo imparata a memoria, straziante, perché ognuno di noi ha perso qualcuno su quella strada «lunga e diritta».

Le stagioni e i mesi trascorrono, e gli anni corrono troppo veloci.
Ci sono parole che torno continuamente a riascoltare, come quelle di Quel giorno di Aprile, a raccontare ciò che in molti rifiutano di ricordare.

E poi c'è Cyrano: quanti ne abbiamo incontrati? Troppi, di questi «signori benpensanti dal naso corto». Le metafore gucciniane non sono solo leggibili: sono la nostra realtà quotidiana.

Arriva infine, nella sua e nella mia maturità, quel Vorrei, che io chiamo semplicemente «l'amore secondo Francesco». Perché vorrei:
«Perché non sono quando non ci sei / E resto solo coi pensieri miei ed io...»
Ed è subito un profumo di sale e di maggese.

E quell'Ultima volta che ti porta dritta sulle strade della sua Pavana — che diventa, in fondo, la strada di tutti noi, ripercorsa con i nostri piedi di bambini.

Ci sono il Poiana e Santovito,  con le loro avventure, un po' magiche, stregate, addolorate e divertenti, fra le abetaie del nostro Appennino: in coppia con Loriano Machiavelli. 
Mi hanno divertito i libri leggeri, racconti  un po' scanzonati,  gli on the road sulle strade emiliane e i dizionari tanto per raccontare. 
Guccini scrittore, giallista, con tante storie importanti nella trama. Mai banale. Da scoprire o riscoprire. 

E L'Ultima Thule, il suo testamento musicale. L'espressione resa celebre da Virgilio per indicare la terra più lontana, posta oltre i confini del mondo conosciuto.
L'Ultima Thule attende e dentro il fiordo
Si spegnerà per sempre ogni passione,
Si perderà in un'ultima canzone
Di me e della mia nave anche il ricordo.

E, alla me di oggi, tiene compagnia la sua ballata, intima, quella  'Vedi cara" , che mi sembra cucita addosso 
...
Quando sogno dietro a frasi di canzoni
Dietro a libri e ad aquiloni, dietro a ciò che non sarà
Vedi cara è difficile spiegare
È difficile capire se non hai capito già
Non rimpiango tutto quello che mi hai dato
Che son io che l'ho creato e potrei rifarlo ora
Anche se tutto il mio tempo con te non dimentico perché
Questo tempo dura ancora
Non cercare in un viso la ragione
In un nome la passione che lontano ora mi fa
Vedi cara è difficile spiegare
È difficile capire se non hai capito già
Tu sei molto, anche se non sei abbastanza
E non vedi la distanza che è fra i miei pensieri e i tuoi
Tu sei tutto, ma quel tutto è ancora poco
Tu sei paga del tuo gioco ed hai già quello che vuoi

È difficile spiegare, già 





Immagine rielaborata da Meta AI


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