Questione di dopamina

Mi annoio. Tantissimo.
​La mia non è la classica noia "creativa" o rilassante; è una vera e propria paralisi da sottostimolazione. Un cortocircuito frustrante in cui il cervello urla perché ha un disperato bisogno di dopamina, ma contemporaneamente ha le batterie così a terra da non riuscire a muovere un dito per andarsela a prendere.
​È un momento di totale blackout vitale. Sono annoiata e senza stimoli, ma per assurdo anche incapace di affrontare qualsiasi cosa, persino una semplice passeggiata. Non tollero i suoni, se non le note musicali nude e crude.
​Ci metto la ciliegina sulla torta: sono in montagna. Fortunatamente in Appennino (le Alpi le trovo claustrofobiche), ma io la montagna non la amo; la sopporto solo perché devo e solo perché qui ho un habitat funzionale alle mie esigenze. E comunque, si sa, odio l'estate con le sue giornate infinite e quella luce che non finisce mai, che mi mette quasi un'ansia da prestazione. Ecco servito il blackout perfetto.
​Sì, somiglia moltissimo alla tipica paralisi da neurodivergenza, cose da psicocosi e se ne parlerà in un mio solito poi

C'è un vago senso di colpa di sottofondo, ma so che non è pigrizia: ho solo il motore del cervello temporaneamente ingolfato. Tutto questo ha un nome e una definizione, ma no, non è confortante.
​In questi momenti devo alleggerire tutto. Libri leggeri, reel di cucina, ricette improbabili e drama cino/coreani (che sono di un assurdo totale, ma rappresentano l'equivalente digitale di un defibrillatore per il cervello in paralisi). Mi danno quel micro-dosaggio di dopamina facile senza chiedere nulla in cambio. Nessun giudizio, silenzio totale. In pieno blackout, questa è pura sopravvivenza.
​Poi inizia il classico loop del cervello sovraccarico.
Appena c'è un secondo di tregua, il motore prova a riavviarsi. Il cervello mi sussurra: "Ah, siamo svegli? Ottimo, allora risolviamo i massimi sistemi della vita e tutti i nostri problemi seri". Troppo pesante. Ansia immediata, nuovo crash e si spegne di nuovo tutto per autodifesa.

​Sopravvivo così, in un bipolarismo quotidiano in cui la lucidità si palesa prevalentemente nei 20 gradi notturni — durante le uscite in giardino con il cane — e il blackout coincide con la pesantezza di un'estate iniziata decisamente troppo presto.
​Se mi assento, se mi ritiro, se non rispondo, se sembro ignorarvi... non è per antipatia. Sappiatelo.



The Fan / The Breeze" (1988) realizzato dal pittore realista contemporaneo americano Ron Schwerin.

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