Socialitè a 24 gradi

​«Usciamo? Ci sono le bancarelle, un po’ di gente, due passi due».
​Ci sono 28 gradi, piuttosto umidi per essere in montagna. In realtà anche alla Ca' dal Vent,  di vento non ce n’è molto; sul Corso, ancora meno. Almeno non c’è il sole, ed è già tanto.
​Mi costringo all'uscita per non passare per quella che rompe sempre — cioè per quella che sono in realtà. «Fa’ almeno finta», si raccomandava mio padre. Ma se una volta abbozzavo, ora mi permetto di essere scontrosa, scorbutica e asociale con piena, fiera libertà. E poi sto leggendo un libro cartaceo, tenuto per troppo tempo sul tavolo: bello, molto. Preferirei immergermi nella storia, quella del Trecento francese.

​Arriviamo sul Corso, guardo mio marito e gli dico che provo tristezza e malinconia ricordando il magnifico mercatino serale di Saint-Raphaël, che vinceva la mia ritrosia nonostante la folla (quella che qui latita).
Arriverà a giorni, la folla, alla ricerca di qualche grado in meno.

​Davanti a me, alcune signore in tenuta molto "marina" anni '70: tubini a evidenziare decisamente troppo e abiti lunghi con tacchi, classico abbigliamento in voga per le soirée sul lungomare rapallese, quando vestirsi eleganti per il dopocena era un obbligo. Scialli e lamé, lustrini e cotonature. Mi guardo: bermuda in jeans nero sfilacciati (ma ad arte, dal sarto), casacchina di lino, borsa della Mandarina a tracolla. Solo zaini o crossbody: qui in montagna ho imparato a non portare altro. In total black mi sento quasi elegante; beh, sobria sicuramente...
​Bancarelle, una decina, e il mio interesse è praticamente azzerato. Cammino cercando di non inciampare in ISI, che fa acquisti olfattivi in modo compulsivo. Mi fermo per comprare tre sciarpine dal Toscano — di Firenze, mi dicono — che aspira tutte le consonanti possibili; sentire parlare così mi diverte.

​La gente seduta nei dehors dei ristoranti mi fa annusare un’aria vacanziera che normalmente qui mi sfugge. Vivo praticamente reclusa nel mio giardino e non riesco a considerare la vita a S. come una vacanza: sono a casa qui, esattamente come in pianura (quella paludosa).

​Noto molte coppie che si tengono per mano. Non giovani, anzi: qui l'età media è piuttosto alta, tanto che riesco persino a sentirmi giovane. È vero che esiste un doppio turismo: quello giovanissimo durante la stagione sciistica e quello della terza (e quarta, esiste?) età nei mesi estivi. Autunno e primavera: nessuno. Ed è il momento che amo di più. Fede mi dice che sono l'unica ad amare il Corso quando ci sono i rotolacampi come nelle città fantasma dei film western. Vero, lo trovo affascinante.
​Coppie affettuosamente per mano, tenuta sportiva, qualcuno in outfit gemellato. Almeno non si usano più quelle terribili tute di acetato che vedevo sfoggiare in pendant di coppia fino a qualche anno fa.

​Il sole è sceso completamente, ma ho ancora gli occhiali con la cover scura. Le bancarelle hanno le lucette accese, le saracinesche dei negozi sono ormai abbassate.
​Il termometro segna 24 gradi, ma sembrano di più. Siamo sudati; lo sono anche i miei capelli, che si lamentano nonostante il trattamento alla cheratina che ha tolto di mezzo, per il momento, il casco alla Branduardi.
​Meglio tornare nel nostro giardino. ISI rincorre non so che animale e non lo voglio nemmeno sapere: caccia di tutto, ma per fortuna non prende nulla.

​Prima di rituffarmi nel mio libro e continuare la storia del Beghinaggio francese, il béguinage e no, non è una brutta cosa, anzi, devo cercare un'app per scrivere sul mio nuovo tablet. La nativa non mi piace sui testi lunghi e il solito OneNote nemmeno. Questione di abitudine, di pratica, semplicemente. Nei miei repentini cambiamenti, la modalità di scrittura è una delle poche cose che mi trascino dietro. Sono un’asociale sentimentalmente legata a metodiche di battitura.

​Comunque ho dato: la mia quota di socialité montana a 24 gradi centigradi, l'ho assolta, e anche per questo mese siamo a posto.

​"Tu non sei normale"... la solita frase.
A me sembra di esserlo, vedo strani gli altri. 
Questione di diottrie, credo

Immagine elaborata da Meta AI

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