Sto studiando per recuperare almeno mezz'ora di sonno notturno al giorno. Dovrei riattivare il cervello a un ritmo adeguatamente sano... dovrei, appunto.
L'insonnia ormai mi sta devastando: le mie occhiaie assomigliano alla borsa di Eta Beta e la mia Westy ha deciso che non è più possibile dividere il letto con me. Lei e il mio compagno di vita si chiudono in una stanza perfettamente ordinata, abbandonandomi ai miei scompigli notturni.
Ho comprato un portalibri in cui riesco a stipare, oltre al tomo a cui sarebbe adibito, il Kobo, il cellulare, un caricabatterie e due diversi tipi di auricolari. Almeno il letto appare quasi ordinato. Ho bisogno di avere tutto vicino. Per non dormire. E alzarmi.
Era l'alba quando ho messo piede in cucina, con un immediato attacco di adrenalina... perché il mio cervello funziona in modo bizzarro, non lo nego. E inizia il lavoro sinaptico:
«Devo fare la torta tradizionale: ho detto a Babs che l'avrei fatta con le pesche, ma ho le pere che mi guardano e vorrei usarle. Anche se poi penso che potrei farle in versione salata, con sfoglia, gorgonzola e noci.
Devo comprare pesche belle sode, perché non voglio che perdano tutto il succo in cottura. Le ho viste lunedì al banco della frutta, ma poi ho notato le zucche — meravigliose —, mi sono distratta e alla fine ho comprato l'uva.
Le pesche domani, meglio. La zucca poi, se la trovo già a pezzi, che fatico a tagliarla... E le pere? Sfoglia e gorgonzola, deciso.»
"Funziono come una centrale a iper-focalizzazione e associazione ad alta frequenza: non seguo una linea retta, procedo per cortocircuiti creativi, stimoli visivi immediati e connessioni continue". Rido da sola solo a dirlo, ma è la pura realtà.
Intanto sto andando in overdose da uva, ma mi è rimasta la voglia di zucca, perché mi ricorda l'autunno. E io bramo l'autunno e il freddo: quello vero, da piumone e doccia bollente a mezzanotte per scaldarmi, dopo una chiacchierata a -2°C.
Mi appunto tutto mentalmente — sia mai che io scriva una lista della spesa, che finirei per perdere pur avendola in mano.
Apro d'istinto il frigorifero e un melone mi occhieggia: l'ho comprato al mercato e l'avevo dimenticato. Va mangiato oggi, decisamente. Aggiungo il prosciutto crudo alla mia lista fantasma.
C'è anche una ciotola di insalata di riso, quella che ha il potere magico di moltiplicarsi all'infinito. È un rebus: uso la dose ottimale per due persone, come se facessi un risotto, ma il risultato finale è sempre un multiplo di due.
Richiudo il frigorifero. Isi mi ha raggiunta. Ci mettiamo sul divano e io scorro le notizie, ripassando la famosa lista e mandandola a memoria.
Da bambina ripetevo ad alta voce la piccola commissione per mia mamma, ma poi arrivavo al banco e chiedevo «un chilo di prosciutto e un etto di pane». È successo più volte, persino nel negozio della nonna di mio marito. Lo dicevo guardando incuriosita tutto quello che l'alimentari offriva, assorbendone ogni profumo. Sono sempre tornata a casa con la spesa giusta solo per la immensa bontà dei negozianti.
Rido ancora al ricordo. Ma, d'altronde:
«Ridere di sé con profonda consapevolezza è il livello supremo di intelligenza e di libertà. È la capacità di guardare la propria mente che fa le piroette senza più giudicarsi, senza sentirsi sbagliata, ma sorridendo della propria bellissima e complessissima natura.»
Dopo anni, me lo concedo
...Le pere? La sfoglia e il gorgonzola, deciso!
(Ed ecco che alla fine l'ho fatta davvero. Una di quelle ricette da preparare a memoria, con le dosi "a sentimento" che profumano già di autunno)
🍐 Sfoglia Pere, Gorgonzola e Noci (con filo di miele)
Ingredienti (dosi a sentimento):
✔️1 confezione di pasta sfoglia
✔️4 pere sode
✔️Gorgonzola dolce o piccante
✔️Gherigli di noce tritati
✔️1 cucchiaino di pecorino grattugiato
✔️Miele
✔️Acqua e limone
Procedimento:
Lavo le pere, le taglio a fettine sottili e le tuffo in una ciotola con acqua e limone per mantenerle vive.
Stendo la pasta sfoglia sulla teglia e la bucherello con i rebbi di una forchetta.
Spolvero la base con il pecorino grattugiato, qualche noce tritata e i primi fiocchi di gorgonzola.
Asciugo bene le fette di pera e le dispongo a raggiera sulla sfoglia.
Completo con altri pezzettini di gorgonzola e un'abbondante pioggia di noci tritate.
Per finire, un filo di miele steso a crudo su tutta la superficie.
Inforno e... et voilà!
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