Mentirei se dicessi di odiare la politica.
Sono cresciuta con un padre che non sapeva come gestirmi se non portandomi con sรฉ alle riunioni di partito: ascoltavo, osservavo... soprattutto osservavo.
Ho poi seguito percorsi diversi da quelli familiari, sempre fuori dalle regole, sempre antidogmatica:
«Sei anarchica, manchi di diplomazia, scendi dalle barricate».
Negli ultimi suoi mesi ero persino "troppo radicale" per lui, che aveva fatto della mediazione una costante di vita. Ma a me tutto quello piaceva, perchรฉ c’era sempre da imparare: belle teste, capacitร di dialogo, scontro d'idee. La Politica con la P maiuscola: quella fatta da Uomini, pochi ominicchi e rari quaraquaquร .
Oggi la politica รจ cambiata. ร spesso in mano a cialtroni e disadattati, incapaci di spiegare in termini elementari quelle norme minime che l'educazione civica insegnava ai dodicenni. ร in mano a chi fa della cattiveria gratuita una medaglia al petto, a chi svilisce ogni giorno i valori fondamentali della nostra Costituzione
Prendiamo il caso Bonaccini: ha sbagliato parole, e una sua frase decontestualizzata รจ stata usata ad arte contro di lui. Un errore da dilettanti, certo, ma illuminante sul clima attuale.
La politica di oggi — soprattutto quella abituata a far governare i troll — non ha memoria storica, non sa leggere i testi, ed รจ pigra. Affascinata da personaggi spavaldi ma del tutto incapaci di argomentare. Si vive di slogan, di didascalie.
Umberto Eco scriveva che la cultura รจ la capacitร di saper cercare le risposte.
Mio nonno non aveva titoli di studio, ma leggeva libri complessi — quelli che poi ho fatto miei da bambina. Sapeva da che parte stare e ha pagato un prezzo altissimo per le sue scelte. Mia madre ha finito le elementari tra una bomba e un trasloco nelle cascine padane; eppure leggeva i classici russi e comprendeva al volo il linguaggio subdolo dei politicanti.
«Perchรฉ ci prendono per scemi?», ripeteva. Avrebbe potuto scriverlo lei, il Cirano di Guccini.
A sinistra, manca ormai la capacitร di intercettare i bisogni primari delle persone e, soprattutto, la capacitร di farsi capire.
A destra? Troppo di tutto. Si naviga nel fango denigrando l'avversario, facendo del benaltrismo un obbligo morale e usando un linguaggio da bettola. Usare la religione e i suoi simboli per imporre una visione distorta del messaggio cristiano รจ l'ennesima dimostrazione di debolezza.
Da laica, rifiuto tutto questo. Non รจ fare politica: รจ prevaricare chiunque mantenga una mente libera.
Il Presidente Scalfaro, in un momento buio della Repubblica, urlรฒ il suo celebre: «NON CI STO!»
Oggi, nel mio piccolo, lo grido anch'io.
...Facciamola finita, venite tutti avanti
Nuovi protagonisti, politici rampanti
Venite portaborse, ruffiani e mezze calze
Feroci conduttori di trasmissioni false
Che avete spesso fatto del qualunquismo un'arte
Coraggio liberisti, buttate giรน le carte
Tanto ci sarร sempre chi pagherร le spese
In questo benedetto, assurdo bel paese
Non me ne frega niente se anch'io sono sbagliato
Spiacere รจ il mio piacere, io amo essere odiato
Coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco
E al fin della licenza io non perdono e tocco
Io non perdono, non perdono e tocco.
(Immagine in graphic dark da Meta AI)
Atto secondo. L'osteria รจ ancora aperta
La barbarie dialettica, partorita da quella mentale, dovrebbe essere oggetto di un’attenta analisi e di una netta presa di posizione da parte dei politici. Crederlo, tuttavia, รจ un’illusione: la genesi di questo fenomeno parte proprio da loro. ร una situazione che รจ sfuggita di mano, ma la domanda lecita da porsi รจ: a chi giova tutto ciรฒ?
Se cercate notizie sui troll, quelli che infiammano il dibattito sui social, si trovano storie interessanti, per quanto ormai arcinote. Piรน partiti se ne sono serviti come cavalli di Troia mentali e purtroppo hanno funzionato.
Nascosti dietro l'anonimato di un nickname, con profili fake e la complicitร degli algoritmi, troppi si sono presi la licenza di ferire le persone e di atrofizzare le proprie capacitร critiche.
«I social danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettivitร . Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. ร l'invasione degli imbecilli». Cito Umberto Eco
Al mio paese, uno strambotto recitava: « se l'รจ ciuch, menel a cร cun la cariola...» (Se รจ ubriaco, portalo a casa con la carriola).
Paradossalmente, dovremmo affidare all'intelligenza artificiale il compito di fare ciรฒ che quella umana ha smesso di fare, ciรฒรจ porre un limite alla stupiditร , ma fino a quando continueremo a premiare con i nostri clic, i nostri voti e la nostra attenzione chi soffia sul fuoco del degrado, nessuna carriola tecnologica sarร mai abbastanza capiente per portarci in salvo.
La veritร รจ che l'ubriachezza digitale fa comodo a molti: distrae, riduce il pensiero critico a tifo da curva e trasforma la politica in puro avanspettacolo.
Finchรฉ l'odio genererร consenso e profitto, l'osteria rimarrร aperta e il vino continuerร a scorrere a fiumi
A noi resta una sola scelta: smettere di pagare il conto.
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