✍️📚Non è facile invecchiare con garbo. Bisogna accertarsi della nuova carne, di nuova pelle, di nuovi solchi, di nuovi nei. Bisogna lasciarla andare via, la giovinezza, senza mortificarla in una nuova età che non le appartiene, occorre far la pace con il respiro più corto, con la lentezza della rimessa in sesto dopo gli stravizi, con le giunture, con le arterie, coi capelli bianchi all’improvviso, che prendono il posto dei grilli per la testa. Bisogna farsi nuovi ed amarsi in una nuova era, reinventarsi, continuare ad essere curiosi, ridere e spazzolarsi i denti per farli brillare come minuscole cariche di polvere da sparo. Bisogna coltivare l’ironia, ricordarsi di sbagliare strada, scegliere con cura gli altri umani, allontanarsi dal sé, ritornarci, cantare, maledire i guru, canzonare i paurosi, stare nudi con fierezza. Invecchiare come si fosse vino, profumando e facendo godere il palato, senza abituarlo agli sbadigli. Bisogna camminare dritti, saper portare le catene, parlare in altre lingue, detestarsi con parsimonia. Non è facile invecchiare, ma l’alternativa sarebbe stata di morire …ed io ho ancora tante cose da imparare.
( Cecilia Resio)
Parto da qui, da queste righe che mi hanno fatto riflettere e commentare.
No, non è facile accettarsi oggi. Il corpo? La legge fisica vuole che tutto vada in ripida discesa, a meno di non farsi plastificare. Da salme, poi, una parte andrà nell'indifferenziata o nell'umido, e il resto nella plastica?
La tendenza è verso un arrotondamento per eccesso dove non si vorrebbe e uno sgonfiamento altrove.
Ogni tanto mi guardo allo specchio, mi tiro la pelle del viso e mi dico: «Vedi un po' come saresti?». Diversa. Sarei diversa, tanto da non riconoscermi, forse. E poi, altre cicatrici? Non ne ho molta voglia; in fondo sono già abbondantemente mappata.
Non ho il respiro corto, che grazia! Ma la grazia, più che divina, è medica: non ho cosmetici nel beauty case, ma farmaci, tanti. Respiro bene, le scale le faccio senza stancarmi e, dopo i mille gradini quotidiani, mi congratulo con me stessa. Ottimo esercizio cardio, totalmente gratuito. Le ginocchia si lamentano per la meniscopatia, l'anca scricchiola — una sola, ma da decenni, causa caduta dalle scale. Ecco, magari devo ricordarmi di non scenderle correndo e di attaccarmi al corrimano, proprio come al mattino, quando le giunture stanno ancora dormendo e chiedono tempo. Allora faccio un po' di stretching, salutando l'alba.
Comunque i grilli per la testa ci sono ancora, insieme alla voglia di fare, di dare, di avere.
A proposito... perché ogni cosa che ha a che fare con noi deve essere paragonata a vari insetti? Le farfalle nello stomaco, i grilli per la testa, le formiche o il formicolio agli arti, i moscerini negli occhi...
Dritte, bisogna camminare dritte, senza guardare troppo indietro, altrimenti la cervicale potrebbe arrabbiarsi. E qui ci sarebbe da aprire una parentesi: quando diciamo "cervicale", cosa intendiamo esattamente? È una semplificazione, certo, perché non posso ogni volta spiegare che ho una limitazione nei movimenti a causa di calcificazioni sovra-articolari nella spalla destra, con compromissione del muscolo elevatore... e via dicendo. Gli eccetera sono indispensabili e i termini medici dettagliati risulterebbero pedanti. Quindi: dritti per la cervicale, ed evitiamo i capogiri.
Guardare avanti, sapendo che il tempo che si intravede è minimo rispetto a quello già vissuto.
Guardiamo a questo presente: se cerco la ragazza che sono stata, vedo un arrancare faticoso; la giovane donna che ero non aveva grilli per la testa, ma la testa nel WC a vomitare l'anima. Le catene le ho portate, e così pesanti che quelle di oggi sembrano fili dorati, un po' come quei braccialetti charms con i ciondoli appesi: ogni ciondolo un fatto, un ricordo. Li faccio tintinnare. Sono miei. Sono io che tintinno e mi ricordo che sono qui. Pronta a imparare, ma anche a dimenticare, perché molto andrebbe lasciato andare.
Sbaglierò ancora strada, in fondo sono un'esperta. Navigo o guido a vista, senza altro radar che non sia il mio intuito. Tronco i rapporti inutili, non amo i pavidi né i tentennatori di professione. Continuo a camminare con gli amici storici, quelli a cui non serve raccontarsi.
Sì, bisogna imparare anche a invecchiare.
Bisogna imparare a invecchiare sapendo che ci mancherà molto, che ci mancheranno in molti.
È la cosa più difficile.
Foto elaborata da Meta AI
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