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Una gita in Pronto Soccorso, non si nega a nessuno

Una gita al Pronto Soccorso non si nega a nessuno, pare Il mio corpo e il mio cervello, in perfetta complicità, ogni tanto mi giocano brutti tiri. Scherzano tra di loro, bisticciano, si elettrizzano... e mi mandano fuori uso. È successo ieri, replicando lo scherzo di due giorni prima. Precauzione d’obbligo, visti i miei pregressi: giretto in ambulanza e direttissima in PS. Ben disposta ad aspettare, senza troppe ansie, l'attesa si è svolta con i suoi soliti ritmi: molti accessi, personale ridotto all'osso e di corsa. Ma sulle sedie scomode della sala d'aspetto succede anche che si incrocino le umanità più svariate e, alla fine, tutto assume una dimensione diversa. Si raccontano storie, si ritrova gente conosciuta in una vita precedente. E nota di merito: in questo PS ti permettono di essere accompagnata da un familiare. Un piccolo, grande atto di estrema umanità. Alla fine, ed era ormai notte, sono riuscita ad avere una diagnosi. La dottoressa del turno notturno era la quin...

​Il Giardino Ritrovato: Tra Memoria e Cura


​Seduta in giardino, il sole calante di fronte a me: è tiepido, lontano dall'arsura del pomeriggio. 

Questo fine aprile regala giornate quasi estive, ma mi costringe a una clausura precoce, a uscite rapide e "coperture tattiche": ora più che mai, e per i mesi a venire, il sole mi è vietato. 

In autunno mi aspetta un nuovo step; maledette le conseguenze della radiodermite.

​Eppure, mi godo il profumo intenso che arriva dai giardini vicini. 

Non distinguo perfettamente ogni essenza, ma la nota dominante sembra quella del gelsomino, anche se non riesco a vederlo. 
Poco oltre svettano le robinie: crescono selvatiche sulle rovine di un vecchio convento. Su quei frammenti di mura, che chissà come restano in piedi, fioriscono i papaveri. Trovo tutto incredibilmente bello: il papavero fiore emblema di questo periodo, quei mille papaveri rossi

​Tra profumi che stordiscono e Vecchioni in cuffia, osservo il mio prato. È stato trattato con il diserbante, ma resistono i denti di leone: continuano a ruggire, liberando i propri semi nel vento. 
Ogni tanto ne colgo uno e soffio, in un ritorno infantile. Ci sono ancora tante margherite, ormai quasi chiuse; mi riportano ai "m'ama o non m'ama" della prima adolescenza. Ogni fiore è un ricordo.

​i due aceri sono nel pieno dello splendore e l’ulivo, dopo i drastici interventi dello scorso anno, ha recuperato tutta la sua bellezza. 

Mia figlia racconta di aver acquistato la sua casa perché innamorata dell'enorme salice nel suo giardino; io mi chiedo se questo ulivo abbia giocato lo stesso ruolo per la mia.
​Il mio giardino non è bello in questi giorni. 
Ci sono gli spazi vuoti dove c'era un'isola di arbusti, la cornice di tufo è da ripulire, il prato a chiazze. Angoli coperti dai teli da pacciamatura e, ancora in auto, 50 kg di sassi di Carrara appena acquistati per la lunga aiuola. Da domani si riparte con i lavori e le nuove piante. Avrò finalmente anche la nandina dalle bacche rosse.

​Rifletto sul fatto che, una volta sistemato questo fazzoletto cittadino, dovrò iniziare con quello più problematico in montagna: per fortuna, lassù la fioritura arriva con oltre un mese di ritardo rispetto alla pianura. Vorrei avere in città il mio amato, grande glicine — così infestante e qui precluso — e le mie mille ortensie.

​Isi sta rincorrendo una gazza (ne abbiamo molte qui intorno) che si era posata sul cespuglio di rose. Un paio sono già sbocciate, le altre sono ancora piccoli boccioli: continueranno a fiorire fino all'autunno inoltrato.

​Pulisco, spazzo i vialetti e mi rilasso. 
Ho capito che farlo nei momenti crudi, rabbiosi, mi rasserena. Lo faccio anche se sono stanca, perché è una cura, esattamente come la musica che ascolto. 

Ora le cuffie cantano:

​"Sbocciano i fiori sbocciano
E danno tutto quel che hanno in libertà
Donano non si interessano
Di ricompense e tutto quello che verrà
Mormora la gente mormora
Falla tacere praticando l'allegria
Giocano a dadi gli uomini
Resta sul tavolo un avanzo di magia..."
​Sì, le mie tasche sono piene di sassi. 

Ma sono sassi di Carrara, pronti a diventare bellezza.





“Non è facile avere un bel giardino: è difficile come governare un regno. Ci si deve risolvere ad amare anche le imperfezioni, altrimenti ci si illude.” Herman Hesse 


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