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Una gita in Pronto Soccorso, non si nega a nessuno

Una gita al Pronto Soccorso non si nega a nessuno, pare Il mio corpo e il mio cervello, in perfetta complicità, ogni tanto mi giocano brutti tiri. Scherzano tra di loro, bisticciano, si elettrizzano... e mi mandano fuori uso. È successo ieri, replicando lo scherzo di due giorni prima. Precauzione d’obbligo, visti i miei pregressi: giretto in ambulanza e direttissima in PS. Ben disposta ad aspettare, senza troppe ansie, l'attesa si è svolta con i suoi soliti ritmi: molti accessi, personale ridotto all'osso e di corsa. Ma sulle sedie scomode della sala d'aspetto succede anche che si incrocino le umanità più svariate e, alla fine, tutto assume una dimensione diversa. Si raccontano storie, si ritrova gente conosciuta in una vita precedente. E nota di merito: in questo PS ti permettono di essere accompagnata da un familiare. Un piccolo, grande atto di estrema umanità. Alla fine, ed era ormai notte, sono riuscita ad avere una diagnosi. La dottoressa del turno notturno era la quin...

GENETICAMENTE

Cammino sotto il portico quando una vetrina a specchio rimanda la mia immagine: "
Mia sorella cammina al mio fianco e, come sempre, non si scompone: "Sì, è genetica", osserva.

​Ne sono turbata, quasi a disagio. 
Ripenso a mia madre alla mia età e la ricordo più 'vecchia' negli atteggiamenti: ordinatamente anziana, perfettamente in linea con quelli che sembravano essere dieci anni in più. 

Una scelta, la sua, che spesso le abbiamo rimproverato. 

E la mia? Io non scelgo: lascio accadere, smussando solo alcuni contorni, come il biondo dei capelli, forse.
​
Ritrovo molta somiglianza tra la me attuale e alcune sue fotografie giovanili: i capelli corti e ricci, lo stesso taglio della bocca, la forma del viso. Il naso di nonna, invece, e gli occhi di papà.

​"Geneticamente", ripete Babs. 
Lei è scientificamente, naturalmente pragmatica. 
Abbiamo quasi dieci anni di differenza e si vedono, ma è altrettanto chiaro che siamo sorelle. 

Non so se si renda conto, invece, di quanto lei sia simile a nostro padre, persino nel modo di camminare. Ha la sua eleganza e la stessa socievolezza, quella leggerezza nel lasciarsi scivolare tra gli eventi. 

​Sorelle, diverse. 

Mentre da me sprizza anarchia da ogni singolo poro, lei riesce a mantenere un aplomb quasi britannico. 
Se lei sorride, io sembro grugnire. "Sei piuttosto antipatica, peggio di mamma", tende a ripetere. "No, seleziono", ribatto io. 

Genetica anche qui, forse, ma caratterialmente sono identica al nonno materno. Che strani giri fa il DNA.

Sorelle opposte
​Lei è una grande viaggiatrice organizzata; io vado in panico solo a dover preparare un bagaglio, fatto rigorosamente all'ultimo minuto, come qualsiasi altra cosa nella mia vita.

Se lei ha girato il mondo con curiosità e tranquillità, io arranco anche solo per andare nella mia casa in montagna. Sbuffo, mi innervosisco, rinvio.

​Abbiamo subito alcune scelte dei nostri genitori che non abbiamo condiviso e che ci hanno condizionato pesantemente. Per contro, abbiamo ricevuto in dono la grande passione per la lettura: grandi lettori i nostri avi, accumulatrici di libri, ora digitali, noi.
​Diverse: così ci vediamo. 
Eppure i nostri compagni di vita, osservando, sostengono che siamo proprio sorelle. Simili, se non uguali.

​Guardo i nostri figli e non voglio vedere altro che loro stessi, con le loro unicità.

"Una sorella è colei che ti guarda allo specchio e, prima ancora che tu parli, ti dice: 'Sì, sei identica a mamma, ora andiamo?'." Andiamo, ma una viaggia per il mondo con la valigia pronta un mese prima, l'altra cerca ancora le chiavi di casa mentre sbuffa" cit

Alla fine, però, entrambe leggiamo lo stesso libro


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