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Una gita in Pronto Soccorso, non si nega a nessuno

Una gita al Pronto Soccorso non si nega a nessuno, pare Il mio corpo e il mio cervello, in perfetta complicità, ogni tanto mi giocano brutti tiri. Scherzano tra di loro, bisticciano, si elettrizzano... e mi mandano fuori uso. È successo ieri, replicando lo scherzo di due giorni prima. Precauzione d’obbligo, visti i miei pregressi: giretto in ambulanza e direttissima in PS. Ben disposta ad aspettare, senza troppe ansie, l'attesa si è svolta con i suoi soliti ritmi: molti accessi, personale ridotto all'osso e di corsa. Ma sulle sedie scomode della sala d'aspetto succede anche che si incrocino le umanità più svariate e, alla fine, tutto assume una dimensione diversa. Si raccontano storie, si ritrova gente conosciuta in una vita precedente. E nota di merito: in questo PS ti permettono di essere accompagnata da un familiare. Un piccolo, grande atto di estrema umanità. Alla fine, ed era ormai notte, sono riuscita ad avere una diagnosi. La dottoressa del turno notturno era la quin...

PATTINI D'ARGENTO




Rakuten Kobo, ogni giorno, mi propone una carrellata di libri, molte novità e vecchie storie da scaricare da Kobo plus, la sua enorme biblioteca multimediale
Stamattina, mi si presenta "Pattini d'argento ", nato nel 1895 dalla penna di Mary Mapes Dodge, uno dei libri della mia infanzia, più amati e consumati, secondo solo alla serie delle "Piccole donne" della Alcoot
Consumato per le continue riletture, con qualche pagina macchiata, perché ho sempre mangiato leggendo, che fosse il pasto solitario o una merenda: lo faccio ancora in verità. Poi la rigida copertina azzurra, tenuta insieme dal nastro adesivo. Lo ricordo ancora quel libro, chiuso in uno scatolone marcato Gondrand del mio primo trasloco, quello verso la Liguria e ancora di ritorno a Lodi, salvo poi perderne traccia
La storia è nota: i fratelli Brinken, Hans e Gretel, la loro famiglia in difficoltà, il padre malato, gli amici e soprattutto le lunghe gare con i pattini sui canali ghiacciati di Amsterdam, il riscatto finale. Ho amato il personaggio di Hans, un po' me ne ero innamorata, come una bambina può fare. Saggio, umile, lo immaginavo bello, capace di farsi carico di troppo. 

Adoravo pattinare e questo libro mi catapultava in un luogo che avrei voluto mio. Niente come i pattini mi dava un'unica sensazione di libertà, quella che tanto desideravo, qualunque cosa intendessi all'epoca. Forse le corse, ma erano altro, correvo sempre. Mi dovevo accontentare invece delle rare puntate milanesi a Palazzo del Ghiaccio, già fortunata e soprattutto dei miei vecchi schettini a rotelle, per le strade del paese, regolarmente sgridata da chiunque. 
Durante gli allora rigidi inverni padani, mi piaceva immaginare il nostro casalino canale, tanto ghiacciato da poterlo pattinare
Stamattina, solita alba, "Pattini d'argento" in e_book, l'ho scaricato. Ho sognato a 7 anni, ma non saranno i 70 e il menisco fuori uso da decenni, a impedirmi di rivivere a occhi aperti, le corse sui canali ghiacciati, le trecce al vento e quel cappellino con le ali inamidate, che avrei davvero indossato, recitando e cantando nelle vesti di una piccola olandese. 
Gli orologi, nei sogni, non avanzano. 

C'è una frase di Mary Mapes Dodge, proprio fra le pagine del suo libro: "I baci, come gli orologi, sono meravigliosamente simili ovunque". 
Poche parole, un mondo 










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