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Una gita in Pronto Soccorso, non si nega a nessuno

Una gita al Pronto Soccorso non si nega a nessuno, pare Il mio corpo e il mio cervello, in perfetta complicità, ogni tanto mi giocano brutti tiri. Scherzano tra di loro, bisticciano, si elettrizzano... e mi mandano fuori uso. È successo ieri, replicando lo scherzo di due giorni prima. Precauzione d’obbligo, visti i miei pregressi: giretto in ambulanza e direttissima in PS. Ben disposta ad aspettare, senza troppe ansie, l'attesa si è svolta con i suoi soliti ritmi: molti accessi, personale ridotto all'osso e di corsa. Ma sulle sedie scomode della sala d'aspetto succede anche che si incrocino le umanità più svariate e, alla fine, tutto assume una dimensione diversa. Si raccontano storie, si ritrova gente conosciuta in una vita precedente. E nota di merito: in questo PS ti permettono di essere accompagnata da un familiare. Un piccolo, grande atto di estrema umanità. Alla fine, ed era ormai notte, sono riuscita ad avere una diagnosi. La dottoressa del turno notturno era la quin...

Buongiorno

Ieri sera, attesa dello scoccare della mezzanotte, con stravaccamento che voleva essere tattico sul divano, ma invece no, in  stato di semincoscienza, con Isi ansimante e incollata a me, televisore con volume per audiolesi, o comunque in grado di rendere sordi davvero. Aggiungo un marito che,  conscio della mia iperacusia si scusava ogni due per uno; io desiderosa di lettura, con nervosismo esponenziale, insultavo il mondo intero, soprattutto alcuni vicini e in modo pesante. A volte non sono una signora, ma si risveglia lo scaricatore di porto che c'è in me 
Peggio, poi,  la voce che mi arrivava e giuro non guardavo quell'orridume, era quella del falsetto dei Cugini di Campagna o della Berti. Altri non pervenuti, forse neomelodici
Stavamo per festeggiare il 2026 e la TV pubblica, propinava roba, che nemmeno i miei genitori avrebbero ascoltato. 
È uno scherzo del mio stato di narcosi, mi dicevo e invece no.

Alla fine, spento l'inutile elettrodomestico,  mi sono sparata per qualche minuto, in cuffia, la voce meravigliosamente roca di Cohen e la sua Hallelujah, nel suo vero significato e le mie sinapsi hanno ripreso a funzionare. Hallelujah 
Ho comunque continuato a urlare ai vicini di spararsi nel derrier, quei petardi. Peccato averlo dovuto fare in lingua italica, perché non conosco il cinese. 

Adesso ho in cuffia Corelli, ho bisogno di ricompormi
Ore 6 am, del primo giorno del 2026
Buongiorno nel nuovo anno e un consiglio: ascoltate qualcosa di bello, pacifica davvero

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