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Una gita in Pronto Soccorso, non si nega a nessuno

Una gita al Pronto Soccorso non si nega a nessuno, pare Il mio corpo e il mio cervello, in perfetta complicità, ogni tanto mi giocano brutti tiri. Scherzano tra di loro, bisticciano, si elettrizzano... e mi mandano fuori uso. È successo ieri, replicando lo scherzo di due giorni prima. Precauzione d’obbligo, visti i miei pregressi: giretto in ambulanza e direttissima in PS. Ben disposta ad aspettare, senza troppe ansie, l'attesa si è svolta con i suoi soliti ritmi: molti accessi, personale ridotto all'osso e di corsa. Ma sulle sedie scomode della sala d'aspetto succede anche che si incrocino le umanità più svariate e, alla fine, tutto assume una dimensione diversa. Si raccontano storie, si ritrova gente conosciuta in una vita precedente. E nota di merito: in questo PS ti permettono di essere accompagnata da un familiare. Un piccolo, grande atto di estrema umanità. Alla fine, ed era ormai notte, sono riuscita ad avere una diagnosi. La dottoressa del turno notturno era la quin...

25 dicembre, mattina

Sono le 4, scendo in cucina, cercando di non fare rumore, o almeno ridurlo al minimo, ma la forma particolare della mia casa, unito al silenzio dell'alba tende ad amplificare tutto
Mi accorgo che il ginocchio che dalla fine dell'estate, mi da tormento, è piuttosto sciolto, non ha la solita rigidità: buon natale mi dico sorridendo.
In cucina, sul tavolo, il mostro, come chiama mio marito il frullatore: devo preparare la crema di funghi e non voglio usare il minipimer a immersione. Ho già pronta la doppia frusta, ma sono ancora indecisa se preparare lo zabaione classico, oppure una crema di mascarpone, con panna e senza uova,  al sapore di arancia: valuto l'impatto calorico, glucidico e soprattutto temporale. Cosa mi Impegnerebbe meno? Non voglio sottrarre troppo tempo alla famiglia, e poi perché penso a cosa possa fare più o meno bene, proprio  oggi? In una vita a dieta, ci può stare lo sgarro natalizio e me lo ripeto mentre inghiotto i miei soliti biscotti "pucciati" nel cappuccino, anche se mi ero ripromessa una colazione a base di caffè e niente.
Dal congelatore prendo quelle sfiziosità vegetariane, che serviranno da aperitivo. Le lasagne liguri devono solo essere infornate e l'arrosto è pronto. Il resto, base pronta, tutto all'ultimo. Lavo i pomodori per la sfoglia, che poi unirò alle olive e alla feta sbriciolata

Ho tutto sotto controllo.
Apro il tablet, ma niente rassegna stampa. Non ho voglia di arrabbiarmi, nemmeno di intristirmi. La pagina FB di Vouge, invece, parla dell'eleganza delle first lady italiane: va beh, non esiste quel ruolo, ma abbozzo, in fondo abbiamo anche le first daughter, le prime figlie. Non voglio far paragoni svilenti  con la nostra premier e passo oltre, mentre ragiono su quale dei miei jeans sdruciti indossare come outfit del giorno. Con la banda canina intorno, la pioggia che ancora cade, l'eleganza può essere solo d'intenti.
Ho acquistato un grembiule proteggi abiti, dalla forma antica, sembra esso stesso un abito, fa molto matrioska, è divertente
Ho voglia di accendere il camino, ma dovrei riempire di pellet, troppo rumore. A dopo, per creare atmosfera, niente di più
Devo ancora decidere la tavola: gialla o blu? Il tradizionale rosso, infastidiosce i miei occhi, passo
Saremo solo in quattro. Le antiche tavolate a riunire doppie famiglie, solo un lontano ricordo. Eppure sono serena.
Forse la magia della luce natalizia, è tutta qui
Le assenze, oggi si fanno presenza, nei: "ti ricordi di quella volta...?"
Già,  è Natale ancora

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