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Una gita in Pronto Soccorso, non si nega a nessuno

Una gita al Pronto Soccorso non si nega a nessuno, pare Il mio corpo e il mio cervello, in perfetta complicità, ogni tanto mi giocano brutti tiri. Scherzano tra di loro, bisticciano, si elettrizzano... e mi mandano fuori uso. È successo ieri, replicando lo scherzo di due giorni prima. Precauzione d’obbligo, visti i miei pregressi: giretto in ambulanza e direttissima in PS. Ben disposta ad aspettare, senza troppe ansie, l'attesa si è svolta con i suoi soliti ritmi: molti accessi, personale ridotto all'osso e di corsa. Ma sulle sedie scomode della sala d'aspetto succede anche che si incrocino le umanità più svariate e, alla fine, tutto assume una dimensione diversa. Si raccontano storie, si ritrova gente conosciuta in una vita precedente. E nota di merito: in questo PS ti permettono di essere accompagnata da un familiare. Un piccolo, grande atto di estrema umanità. Alla fine, ed era ormai notte, sono riuscita ad avere una diagnosi. La dottoressa del turno notturno era la quin...
In questi giorni, 30 per l'esattezza, mi sto lamentando per il tempo. Non sono sempre così tanto noiosa sul tema meteo, ma a ogni tuono, scroscio di pioggia, alito di vento, la mia cagnetta sociopatica, mi da veramente da fare con attacchi di panico, tentativi di fuga e rincorse a piedi nudi, fra le pozzanghere...di notte. Amavo il rumore della pioggia e mi sono affezionata anche ai sibili del vento che risuonano nel camino. Con Winston, il mio vecchio westy, non c'erano problemi: da vero cane delle Highland, sfidava impavido le bufere della ca' dal vént e si rimetteva a dormire in una delle mille cucce che abbiamo disseminate per casa. Ora, ammetto, viviamo diversamente sereni ogni cambiamento meteo
Comunque sia, ieri il compagno di vita voleva accendere i termo, ma ho declinato. Felpa, poncho e insulti, sono bastati. Lui, in tenuta montanara, ha sfidato le intemperie. Io, no! 
Mentre preparavo le borse per la trasferta montana, avevo ben chiaro che mi sarei portata poca roba e leggera. In casa, comunque sapevo di trovare cose. Non avevo tenuto presente però che, un anno fa, avevo fatto pulizia negli armadi e comunque il grande trasloco aveva coinvolto anche Sest*
Sono rimasti indumenti da neve, qualche pile, moonboot, un visone fine 80, che mia figlia guarda, a ragione, con orrore, ma è una buona coperta per cani, come lo fu per i gatti; poi, un cappotto di montone,  tanto pesante da non riuscire a portarlo, un giacchino impermeabile di 20 anni fa, ancora indossabile e un 100 grammi, deogratias, ma di almeno due taglie in più, anche perché la parte sotto, complementare, è appesa nell'ingresso in città. Utilissima. Jeans in borsa, mi pareva di averne messi, ma ho sbagliato, prendendo sì i miei preferiti, taglia troppo abbondante, strappati ad arte, che riesco a indossarel solo con una cintura elastica e alta, ma quella non c'è e l'ordine fatto su Amazon per un nuovo acquisto è andato male: arrivato il pacco, ma vuoto. Un vero pacco insomma, pur rimborsato. Dovrò rimediare cercando qui e non è semplice trovare. Abbondo però in pantaloncini corti, che non dovrei usare alla mia età, ma sono funzionali alle tradizionali estati in giardino, per prendere quel minimo di sole consentito e che con le felpe hanno un loro perché, cosa che un costume da bagno non avrebbe. Gambe al sole dunque, braccia e décolleté obbligatoriamente coperti. Ho già dato anche lì e non vorrei bissare 
Sole?  L'alba ora è rossa e serena, bellissimo il cielo, ma le previsioni danno pioggia. Anche Noè, alla fine perse la pazienza, chi sono io per averne?

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