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Una gita in Pronto Soccorso, non si nega a nessuno

Una gita al Pronto Soccorso non si nega a nessuno, pare Il mio corpo e il mio cervello, in perfetta complicità, ogni tanto mi giocano brutti tiri. Scherzano tra di loro, bisticciano, si elettrizzano... e mi mandano fuori uso. È successo ieri, replicando lo scherzo di due giorni prima. Precauzione d’obbligo, visti i miei pregressi: giretto in ambulanza e direttissima in PS. Ben disposta ad aspettare, senza troppe ansie, l'attesa si è svolta con i suoi soliti ritmi: molti accessi, personale ridotto all'osso e di corsa. Ma sulle sedie scomode della sala d'aspetto succede anche che si incrocino le umanità più svariate e, alla fine, tutto assume una dimensione diversa. Si raccontano storie, si ritrova gente conosciuta in una vita precedente. E nota di merito: in questo PS ti permettono di essere accompagnata da un familiare. Un piccolo, grande atto di estrema umanità. Alla fine, ed era ormai notte, sono riuscita ad avere una diagnosi. La dottoressa del turno notturno era la quin...
Da piccola, odiavo le bambole, ma desideravo arco e frecce. Il sogno? Un cavallo di legno, ma quell'anno ebbi una bellissima culla, tulle e pizzo, con due piccoli bambolotti gemelli. Volevo vestirmi da cow boy per il carnevale, ma ero destinata a essere la classica fatina
Non sapevo e non so ricamare, cucire, lavorare a maglia, ma la domenica indossavo i guantini bianchi, il cappellino di paglia di Firenze, l'abito con la sottogonna, magari i capelli con chignon decorato con i fiorellini.
La quintessenza della femminilità anni 60, in casa e cooptata per le mille recite per questo mio apparire.
Mi salvavano i libri e le avventure che mi facevano vivere
Sfuggita al rigore materno i miei capelli divennero cortissimi. I jeans presero il posto degli abitini, un tascapane militare e una sacca etnica di corda e non  le piccole borsettine
Ero sempre io, comunque mi addobbassi, con i miei malumori, i miei innamoramenti, le lune storte, la felicità improvvisa e il pianto a seguire, con tutto il mio prorompente essere donna
Perché questo scritto? Perché mi commuovo e arrabbio per quel bambino, figlio di sportivo, che, per il suo compleanno, ha voluto indossare una coroncina e vestirsi diversamente da come il mondo ipocrita, vorrebbe. Vorrei abbracciarlo e dirgli che va bene così, che è lui quello forte, che è fortunato, davvero, conni suoi fantastici genitori. 
Gli altri che scherniscono, con insulti on line, solo poveri di ogni tutto. In ogni dove

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