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Una gita in Pronto Soccorso, non si nega a nessuno

Una gita al Pronto Soccorso non si nega a nessuno, pare Il mio corpo e il mio cervello, in perfetta complicità, ogni tanto mi giocano brutti tiri. Scherzano tra di loro, bisticciano, si elettrizzano... e mi mandano fuori uso. È successo ieri, replicando lo scherzo di due giorni prima. Precauzione d’obbligo, visti i miei pregressi: giretto in ambulanza e direttissima in PS. Ben disposta ad aspettare, senza troppe ansie, l'attesa si è svolta con i suoi soliti ritmi: molti accessi, personale ridotto all'osso e di corsa. Ma sulle sedie scomode della sala d'aspetto succede anche che si incrocino le umanità più svariate e, alla fine, tutto assume una dimensione diversa. Si raccontano storie, si ritrova gente conosciuta in una vita precedente. E nota di merito: in questo PS ti permettono di essere accompagnata da un familiare. Un piccolo, grande atto di estrema umanità. Alla fine, ed era ormai notte, sono riuscita ad avere una diagnosi. La dottoressa del turno notturno era la quin...

... ma l'estate cos'è?

Già che cos'è l'estate?  Quella stagione in cui tutto sembra promettere, ingannevole, mentitrice. È come l'adolescenza, questa stagione in cui tutto ci sembra possibile, corpo e mente protesi verso un futuro che sa ancora sperare, vuole sognare, confondendo realtà e fantasia. Emblema dell'estate, quell'asfalto padano che sembra fluttuare come piccola onda e marina, sotto il sole abbagliante
Questa è l'estate
Chiusa in casa, in attesa che problemi tecnici, sempre che gli esperti si presentino, mi permettano di traslocare in montagna, condannata a un ozio forzato, con l'umore che ha un tracciato come elettrocardiogramma impazzito.  Sinapsi come extrasistole. Scatto e mi affloscio, fra un uso continuo dei vari  ventilatori sparsi per casa e quello, insopportabile, ma necessario del condizionatore. A ogni scatto fisico, corrisponde una altrettanta vigorosa positività della durata di qualche minuto, l'affloscio, invece a una depressione nervosa prolungata.
Mentre mi aggiro per casa in totale desabillé, le rare uscite mi costringono a coperture strategiche, con utilizzo di sciarpette, che sia mai che il décolleté sfiori un raggio solare. Il braccio già sotto controllo, mai esposto e mi si raccomanda poi, un uso smodato di protezione 50 per il viso, da ripetersi al caso ogni due ore. Un cerone, praticamente anche molto fastidioso. La sorte mi ha dotata di un DNA materno, in cui la melanina è totalmente assente, mentre quello paterno, con pelle da tamburo, è passato odiosamente a mia sorella. 
Vorrei, ma non posso. Ecco l'estate della maturità.
Vorrei buttarmi a mare, nelle lunghe nuotate rapallesi, tornare a correre senza sentire il peso del caldo, affogare nell'ansia che faceva guardare continuamente l'orologio, magica attesa di incontrare la compagnia, il rumore del ghiaccio rotto con il pestacarne per le mie granite casalinghe.
Vorrei smettere di pensare a quello che è stato, ma è un non posso anche qui
Mi sento come le ortensie che, potate, stanno fiorendo sul tavolo 
Mi preparo il mio cocktail di stagione preferito: potassio, magnesio in quantità e vitamine q.b, shakerare e bere lentamente. Un cin cin all'estate, con una delle mie citazioni preferite: 
"L’estate è come una promessa che non mantiene mai.”
William Faulkner

















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