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Una gita in Pronto Soccorso, non si nega a nessuno

Una gita al Pronto Soccorso non si nega a nessuno, pare Il mio corpo e il mio cervello, in perfetta complicità, ogni tanto mi giocano brutti tiri. Scherzano tra di loro, bisticciano, si elettrizzano... e mi mandano fuori uso. È successo ieri, replicando lo scherzo di due giorni prima. Precauzione d’obbligo, visti i miei pregressi: giretto in ambulanza e direttissima in PS. Ben disposta ad aspettare, senza troppe ansie, l'attesa si è svolta con i suoi soliti ritmi: molti accessi, personale ridotto all'osso e di corsa. Ma sulle sedie scomode della sala d'aspetto succede anche che si incrocino le umanità più svariate e, alla fine, tutto assume una dimensione diversa. Si raccontano storie, si ritrova gente conosciuta in una vita precedente. E nota di merito: in questo PS ti permettono di essere accompagnata da un familiare. Un piccolo, grande atto di estrema umanità. Alla fine, ed era ormai notte, sono riuscita ad avere una diagnosi. La dottoressa del turno notturno era la quin...


Ė il Blue Monday e in effetti, sarà, ma il mio umore è piuttosto  black, anche se ci sono periodi in cui il Blue è every day. 
Sarà, così mentre decido che devo osare un po' di casalinghitudine metto come colonna sonora una playlist anni 70, molto italiana. Ho smesso velocemente i lavori e sono sprofondata sul divano e nei mei anni settanta, 
I Dik Dick, chi se li ricordava più con le loro cover? Mina, un azzardo datato, ma accidenti a quei brani. Battisti, il treno delle 7,40 anche se il mio per la Milano scolastica era alle 6,40 e quel "Mi ritorni in mente": beh, tornano troppe cose in mente e non sempre mi piacciono. 
La voce caratteristica di Demis Roussos e sono subito le cinque con pioggia e lacrime, Rain and tears. I pugni chiusi di Demetrio Stratos struggono e su "Se perdo te" della Strambelli mi blocco. Entra in gioco un po' di Baglioni con quel suo "E Tu" e poi più. 
Oh oui, je t'aime Moi non plus Oh, mon amour, i lenti del pomeriggio festivo e le lezioni di francese
Mi rivedo affacciata alla finestra della camera a Rapallo, sono con un'amica e nella nostra serata solitaria sospiriamo con  "A mezzanotte sai che io ti penserò..."  Sì sospiri d'avanzo, tanti e inutili. Una lacrima con i Nomadi e "Canzone per un' amica": era la canzone di chi non c'è più e ogni nota lo ricorda
Tanto De André, ancora oggi
Chiudo, a "Muso Duro", perché Bertoli aveva ragione:  bisogna tenere un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro "...qualcosa rimane fra le pagine chiare e le pagine scure" ... già. Cola un po' di Rimmel fra le ciglia. Il mascara si chiamava Rimmel e De Gregori lo cantava.
Sempre e per sempre...
Torno in me, ai programmi di oggi, alle cose che mi dovrò inventare. Sguardo in cielo e...no, non è sempre più blu.e ancora "a mano a mano ti accorgi che il vento ti soffia sul viso e ti ruba un sorriso..."








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