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Una gita in Pronto Soccorso, non si nega a nessuno

Una gita al Pronto Soccorso non si nega a nessuno, pare Il mio corpo e il mio cervello, in perfetta complicità, ogni tanto mi giocano brutti tiri. Scherzano tra di loro, bisticciano, si elettrizzano... e mi mandano fuori uso. È successo ieri, replicando lo scherzo di due giorni prima. Precauzione d’obbligo, visti i miei pregressi: giretto in ambulanza e direttissima in PS. Ben disposta ad aspettare, senza troppe ansie, l'attesa si è svolta con i suoi soliti ritmi: molti accessi, personale ridotto all'osso e di corsa. Ma sulle sedie scomode della sala d'aspetto succede anche che si incrocino le umanità più svariate e, alla fine, tutto assume una dimensione diversa. Si raccontano storie, si ritrova gente conosciuta in una vita precedente. E nota di merito: in questo PS ti permettono di essere accompagnata da un familiare. Un piccolo, grande atto di estrema umanità. Alla fine, ed era ormai notte, sono riuscita ad avere una diagnosi. La dottoressa del turno notturno era la quin...
Avresti compiuto 100 anni. Non sarebbe stato poi così impossibile, ma invece te ne sei andato quando eri più giovane di me ora.
Ho continuato a mantenere viva la tua immagine giocosa di quando venivi a Lodi da me, per me che ancora non stavo bene, ma mi ero accollata un trasloco e per la tua Chiaretta, lei che aveva attaccato un cartello alla porta della cameretta: "qui può entrare solo il mio nonno". Tutti i giorni, mi tenevi compagnia, mi aiutavi parlandomi e mi scrutavi preoccupato. Sapessi quanto sei stato importante, quanto lo sei ancora in verità, perché continuo io a parlarti e a cercarti nei miei sogni. La tua scomparsa, è coincisa con la nuova destinazione di Gi. Eri tanto entusiasta da informarti sulla città, sui treni da prendere, sulle cose da vedere. Non è stato possibile. Tu nella tua eterna dimora, io nella nuova casa, quella che ti descrivevo e raccontavo nella sistemazione, mentre cercavi di vincere sul male
Sono convinta che oggi, come regalo avresti chiesto ancora che Baby e io cantassimo, in uno di quei duetti che amavi tanto e che riuscivano davvero bene, allora, perché adesso rideresti. E davvero mi piacerebbe rivedere quel tuo sorriso sornione, che assentiva alle mie "belinate", già consapevole che avrei sbattuto ancora contro il muro della mia testardaggine e del mio orgoglio 
Cento anni. Trentadue di assenza. 
Chiara adulta, motivata, in carriera e Andrea che non hai potuto conoscere, ma ha in certe espressioni il tuo sguardo e anche di lui saresti fierissimo. I tuoi nipoti
Noi, Gi e io, siamo qui ora e ci diciamo quanto ne saresti felice, perché comunque hai sempre sperato in un nostro ritorno
Tutto torna, in quell'incredibile avventura che è la vita
Posto questa tua foto antica e retinata: eri giovane, avevi ancora i capelli e una certa seriosità. E quegli occhi sono i miei.
Buon compleanno, papà 
Con amore immutato 







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