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Una gita in Pronto Soccorso, non si nega a nessuno

Una gita al Pronto Soccorso non si nega a nessuno, pare Il mio corpo e il mio cervello, in perfetta complicità, ogni tanto mi giocano brutti tiri. Scherzano tra di loro, bisticciano, si elettrizzano... e mi mandano fuori uso. È successo ieri, replicando lo scherzo di due giorni prima. Precauzione d’obbligo, visti i miei pregressi: giretto in ambulanza e direttissima in PS. Ben disposta ad aspettare, senza troppe ansie, l'attesa si è svolta con i suoi soliti ritmi: molti accessi, personale ridotto all'osso e di corsa. Ma sulle sedie scomode della sala d'aspetto succede anche che si incrocino le umanità più svariate e, alla fine, tutto assume una dimensione diversa. Si raccontano storie, si ritrova gente conosciuta in una vita precedente. E nota di merito: in questo PS ti permettono di essere accompagnata da un familiare. Un piccolo, grande atto di estrema umanità. Alla fine, ed era ormai notte, sono riuscita ad avere una diagnosi. La dottoressa del turno notturno era la quin...

È presto
Solo qualche auto sulla via
Io in giardino, da sola
Il cielo grigio, la foschia ad attutire i contorni delle case vicine 
Il verde del prato e delle siepi,per contrasto, sembra ancora più acceso
Ho piantato piccoli garofani sempreverdi:non li amo particolarmente, ma danno una piccola nota di colore. Al momento mi devo accontentare, poi arriverà il tempo per le mie amate ortensie. Cerco un varco per fare attecchire una bouganville, ma forse dovrò limitarmi di vedere fiorire gli oleandri messi a dimora in autunno
Il ficus è in prematura libera uscita. Non c'è ancora una temperatura adatta, ma in casa, complice, temo, il riscaldamento a pavimento, stava soffrendo troppo
Sotto il portichetto, forse abbastanza al riparo, potrà solo migliorare, spero 
Il Benjamin, in questo momento è la metafora della mia attuale vita. Partito rigoglioso, ha affrontato un autunno dignitoso per ritrovarsi un inverno nemico. Ha perso foglie, come io smalto. Abbiamo potato alcuni rami secchi, dal suo tronco e dalla mia esistenza, ma ce ne sono ancora. Spesso urtandoli ci si graffia; meglio recidere che tentare di medicare e incerottare. Poveri rami rinsecchiti, ancora svettanti, ma inconsapevoli di essere così svuotati da non servire più a nulla, 
Arranca la primavera, alternando sole e nebbie, come promesse a delusioni






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