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Una gita in Pronto Soccorso, non si nega a nessuno

Una gita al Pronto Soccorso non si nega a nessuno, pare Il mio corpo e il mio cervello, in perfetta complicità, ogni tanto mi giocano brutti tiri. Scherzano tra di loro, bisticciano, si elettrizzano... e mi mandano fuori uso. È successo ieri, replicando lo scherzo di due giorni prima. Precauzione d’obbligo, visti i miei pregressi: giretto in ambulanza e direttissima in PS. Ben disposta ad aspettare, senza troppe ansie, l'attesa si è svolta con i suoi soliti ritmi: molti accessi, personale ridotto all'osso e di corsa. Ma sulle sedie scomode della sala d'aspetto succede anche che si incrocino le umanità più svariate e, alla fine, tutto assume una dimensione diversa. Si raccontano storie, si ritrova gente conosciuta in una vita precedente. E nota di merito: in questo PS ti permettono di essere accompagnata da un familiare. Un piccolo, grande atto di estrema umanità. Alla fine, ed era ormai notte, sono riuscita ad avere una diagnosi. La dottoressa del turno notturno era la quin...
Ancora ghiaccio
Lo vedo imbiancare i tetti e i vetri delle auto. 
È solo il primo giorno di febbraio ed è tutto normale, ma comincio a subire troppo questo freddo umido
Sono sveglia dalle tre, ho mandato la terrier in cortile per il suo giro igienico, ho fatto la solita colazione, ma con un bis di biscotti: " - 33% di grassi, ricchi di fibre, senza zuccheri aggiunti". Fingo di crederci e amen, niente rimorsi 
Isi è tornata a russare al fianco del suo protettore, mentre io penso che tutto sommato potrei iniziare a fare qualche lavoretto, poi no, farei rumore e disturberei i dormienti, meglio tornare fra le lenzuola. Mi riprende il sonno, pur con un brutto immediato risveglio: colpa dei biscotti o del mio io più profondo che mi titilla il cervello? Fingo ancora e decido che è colpa dei biscotti
Leggo, ma sono distratta. Davvero mi metterò in maschera? L'idea è carina, l'abito seriosissimo, ma la titubanza e un po' di vergogna, premono
Vorrei riprovare a sorridere fra la mia gente e soprattutto a non tenere più troppo la folla e il rumore. Tutto sommato ho sempre la mia casa nido, in cui correre a rinchiudermi
Ci penserò 
Ci penso
Penso continuamente in realtà. 
Se mi chiedessero cosa faccio nella vita mi troverei costretta a rispondere che penso. Leggo e penso. Lo psichiatra Giacobbe, direbbe che mi faccio le seghe mentali e suggerirebbe come non farsele più. Non scherzo, davvero ha intitolato così un suo libro. Letto e consigliato 
Se mi paghessero anche un centesimo per ogni mio pensiero sarei miliardaria, in euro... 
Risento le voci delle insegnanti ai corsi di yoga, di meditazione. Devo zittire la mente, sia pure per quei pochi istanti che noi occidentali, non preparati, possiamo permetterci. Respiro piano, con il diaframma, con la pancia
Sbuffo
Mi butto sul divano
Sono in pigiama e chissà, magari mi crogiolerò così ancora per un po', un bel po'
Avvolta in un plaid con l'illusione che una fantomatica bacchetta magica con un tocco, sistemi casa e anima, ricomponendo il puzzle dei sentimenti 
Servirebbe una fata madrina con il suo bibbidibobbdìbooo














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