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Una gita in Pronto Soccorso, non si nega a nessuno

Una gita al Pronto Soccorso non si nega a nessuno, pare Il mio corpo e il mio cervello, in perfetta complicità, ogni tanto mi giocano brutti tiri. Scherzano tra di loro, bisticciano, si elettrizzano... e mi mandano fuori uso. È successo ieri, replicando lo scherzo di due giorni prima. Precauzione d’obbligo, visti i miei pregressi: giretto in ambulanza e direttissima in PS. Ben disposta ad aspettare, senza troppe ansie, l'attesa si è svolta con i suoi soliti ritmi: molti accessi, personale ridotto all'osso e di corsa. Ma sulle sedie scomode della sala d'aspetto succede anche che si incrocino le umanità più svariate e, alla fine, tutto assume una dimensione diversa. Si raccontano storie, si ritrova gente conosciuta in una vita precedente. E nota di merito: in questo PS ti permettono di essere accompagnata da un familiare. Un piccolo, grande atto di estrema umanità. Alla fine, ed era ormai notte, sono riuscita ad avere una diagnosi. La dottoressa del turno notturno era la quin...

LIBERI PENSIERI

Avevo imparato il distacco. Ho dovuto farlo perché l'idea di lasciare i miei affetti mi dilaniava più del cancro.
Ero troppo giovane, credo e mi sembrava la soluzione migliore 
Poi ho imparato faticosamente a lasciarmi andare, ma non sono sicura che ne valga la pena. O forse sì. In me ci deve essere ancora un po' di pregressa anaffettività perché voler bene, dimostrarlo, mi sconvolge e mi spaventa. Ne ho paura. Mi rassicurava essere un po' cinica, poco espansiva, allergica agli abbracci
E ora?
Temo riceverlo, darlo, non averlo proprio o chissà che, questo benedetto affetto 

Bipolarismo dei sentimenti, modalità ON

 
Parlo al telefono, guardo le notifiche in Messenger e quelle sul gruppo, sbircio fb e anche whatsapp sul tablet. Ho anche un bel po' di magone, troppe cose, troppe davvero. C'è un momento in cui i miei occhi sono pieni di è stato e anche di vorrei. Una multitasking seriale e serale
Devo rispondere a un messaggio e mi blocco. Lo dico e lei: "non è possibile che tu non riesca a scrivere. Ferma tutto, respira lascia stare la risposta. Continuiamo solo a parlare. Di cosa stavamo parlando?" Non lo ricordiamo più. E ridiamo cercando risposta: è l'età, ovvio
Intanto riesco a trovare le parole giuste da scrivere. Sono le 23 e forse è meglio pensare al sonno

Un'amica ti impedisce di essere pazza, ma se è proprio una grande amica farà la pazza insieme a te
Svegliata alle 2,40 grazie dalla mia cagnetta folle, con un attacco di insonnia inquieta, mi ritrovo in piena notte seduta al tavolo della cucina. 
Scarmigliata, scalza, con addosso solo una maglietta, gli occhi lucidi, i pensieri che si rincorrono come criceti in una ruota, sembro un'ubriaca accasciata
Mi chiedo cosa sto facendo. Sconvolgo nuovamente la mia vita. Nuovamente o finalmente?
Mi interrogo chiedendomi se sto, anzi stiamo, facendo davvero la cosa giusta. Non mi era mai successo prima. Mi sono sempre buttata, ma ora? Abitudine e consuetudini, sì, tranquillizzano, ma la totale rassegnazione non è vivere, mi dico ancora. 
Vado, ok...vado
Oggi, dovrò cominciare a scegliere davvero e se ho il conforto e lo sprone di amiche e sorella, da un lato vorrei sentire quella voce razionale che, unica, rimette i miei pensieri sul binario diritto della razionalità
Bevo un caffè, tanto ormai è mattina. Two digestiv biscuits, the original, leggo sull'etichetta, un paio di compresse e torno sotto il piumone
Vado, sì, torno da dove sono partita

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