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Una gita in Pronto Soccorso, non si nega a nessuno

Una gita al Pronto Soccorso non si nega a nessuno, pare Il mio corpo e il mio cervello, in perfetta complicità, ogni tanto mi giocano brutti tiri. Scherzano tra di loro, bisticciano, si elettrizzano... e mi mandano fuori uso. È successo ieri, replicando lo scherzo di due giorni prima. Precauzione d’obbligo, visti i miei pregressi: giretto in ambulanza e direttissima in PS. Ben disposta ad aspettare, senza troppe ansie, l'attesa si è svolta con i suoi soliti ritmi: molti accessi, personale ridotto all'osso e di corsa. Ma sulle sedie scomode della sala d'aspetto succede anche che si incrocino le umanità più svariate e, alla fine, tutto assume una dimensione diversa. Si raccontano storie, si ritrova gente conosciuta in una vita precedente. E nota di merito: in questo PS ti permettono di essere accompagnata da un familiare. Un piccolo, grande atto di estrema umanità. Alla fine, ed era ormai notte, sono riuscita ad avere una diagnosi. La dottoressa del turno notturno era la quin...
Fatico a ricordare come sia iniziato questo ventiventidue; il mio umore era solitamente pessimo, di questo ho certezza, ma non è una novità. La solita corazza, l'incapacità di lasciarsi andare anche a un abbraccio, il continuo bloccarsi che reputavo psicosomatico e no, non lo era, ma  mi impediva di vivere con serenità anche la montagna.
Poi, qualcosa è cambiato e ho riscoperto il mondo intorno a me. Ho ritrovato il sorriso, la risata, la gioia negli abbracci, la capacità di  commuovermi, magari anche di urlare e di essere sempre più determinata. Non fuggo, resisto. Ho capito chi mi mancava, ho ritrovato chi mi era mancato, anche se non ne ero consapevole. Il mio corpo è tornato mobile e morbido, anche se c'è ancora della strada da percorrere, ma va bene, davvero.
Il ventiventidue è alla fine e mi ritrovo a ringraziare questi ultimi 12 mesi, che giorno dopo giorno, mi hanno portato a riscoprirmi, a rinnovarmi
Non chiederò nulla al nuovo anno: non sono brava a fare propositi e ancora meno richieste. Solo spero in una buona dose di serenità che alleggerisca gli animi e che vorrei poter donare a chi amo, ma sì,non solo...

*Apriremo il libro. Le sue pagine sono bianche. Le riempiremo con le nostre parole. Il libro si chiama “Opportunità” e il suo primo capitolo è “Capodanno”.*
(Edith Lovejoy Pierce)

BUON 2023











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